Provai le tue labbra
che sapevano già di viaggio,
là, dove il treno
m’appariva come un’aquila…
E poi via…
stringendo negli artigli
firmamenti di promesse
e singulti d’amori in sospeso
s’involò nell’ignoto…
Non mi rimase
che il teatro di una stazione
con le sue recite d’abbracci
ed ultime parole
dissolte fra trame di luci…
Ora,in altre città
sotto il peso della notte,
fra lenzuoli macchiati d’altri amori,
lentamente e lontana
mi distruggerai…!
Carmelo Caldone





